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Utente: prescrittoavita
Nome: Giulio Andreotti
Uomo politico di spicco, estremamente influente, sette volte Presidente del Consiglio, mafioso, eminenza grigia e non, dominatore occulto e palese dell'Italia per circa mezzo secolo. Cosa Nostra, P2, scandalo Sindona, Gladio, caso Calvi: il nome del Senatore spunta fuori in ogni evento buio della recente storia italiana.

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martedì, 06 marzo 2007

W gli studenti della Bocconi

Bocconi, Andreotti contestato
"Meglio gay che mafiosi"

MILANO - Alcuni studenti dell'università Bocconi hanno contestao Giulio Andreotti, ospite dell'ateneo per l'iniziativa "I ministri del Tesoro raccontano". "Meglio gay che mafiosi", recitava lo slogan impresso su uno striscione esposto davanti all'università. Fra gli altri, anche "Andreotti, ma chi ce l'ha prescritto".

(05-03-2007)



da Repubblica.it
postato da: sdrammaturgo alle ore 15:37 | link | commenti (6)
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martedì, 16 gennaio 2007

A volte Le Iene ci sorprendono ancora

postato da: sdrammaturgo alle ore 14:21 | link | commenti
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mercoledì, 29 novembre 2006

Intervista a ostacoli

postato da: prescrittoavita alle ore 23:14 | link | commenti (2)
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martedì, 28 novembre 2006

Indagati per antimafia

In Italia – ed invero in gran parte dell'Occidente che si fregia di essere civiltà illuminata – la libertà di espressione sussiste soltanto previa autorizzazione. Dire la propria è lecito solo se viene accordato il permesso dall'alto. Insomma, c'è sì libertà di pensiero, ma basta che te lo tieni per te. Questa non è democrazia: è cripto-dittatura camuffata.
Ieri Claudio, Fulvio ed Ambra, tre semplici cittadini qualunque, lo abbiamo constatato sulla nostra pelle.
Venuti a conoscenza che il 27 novembre Giulio Andreotti avrebbe presentato un libro all'Università Lumsa di Roma, avevamo deciso di organizzare un sit-in di protesta ed informazione contro il Disonorevole Prescritto a Vita - per l'occasione abbiamo anche aperto un blog al fine di raccogliere documentazione, articoli e materiale vario sul Senatore. L'idea era quella di distribuire davanti alla sede della conferenza copie della sentenza emessa dal tribunale di Palermo il 2 maggio 2003 che certifica i rapporti tra Andreotti e Cosa Nostra intercorsi fino al 1980.
Così ieri mattina, con un pacco di volantini ciascuno, ci siamo messi a svolgere il compito che sarebbe spettato ai media ufficiali, i quali invece hanno occultato la verità – tutti ricorderanno la puntata di Porta a Porta in cui venne mendacemente sancita l'innocenza di Andreotti – facendo passare per assoluzione quella che invece è una prescrizione per un reato "concretamente ravvisabile".
Abbiamo fatto libera e gratuita informazione "dal basso".
Eravamo solo in tre – perché si sa, da casa sono tutti rivoluzionari – ed a titolo assolutamente individuale ed indipendente, mossi da coscienza civile ed indignazione, abbiamo iniziato a dare l'estratto di un documento pubblico agli studenti di un Ateneo privato cattolico e destrorso, ai docenti, ai passanti, agli ecclesiastici che in quell'università sono di casa. A parte qualche sberleffo e qualche ghigno arrogante da parte dei soliti che chiudono gli occhi per partito preso e sono convinti di averli più aperti degli altri, ci hanno stupito la curiosità e l'interesse di coloro ai quali avevamo consegnato il volantino e a giudicare dagli sguardi di sorpresa di molti che via via si facevano cupi durante la lettura abbiamo avuto la conferma del valore dell'informazione: quasi nessuno lì sapeva la realtà dei fatti; quasi tutti ignoravano i legami comprovati tra Andreotti e la mafia ed i suoi ripetuti incontri con i boss.
In molti di loro qualcosa si sarà mosso, o forse no, ma di certo ora saranno in possesso di ulteriori elementi per affinare gli strumenti critici e formulare una personale opinione, non già campata per aria, bensì basata su fattori concreti. "Carta canta".
Agli organizzatori dell'incontro però la nostra iniziativa non deve essere andata molto a genio, considerando che dopo neanche quaranta minuti hanno chiamato le guardie ed in poco tempo ci siamo ritrovati circondati da una decina tra carabinieri e poliziotti in borghese.
Dieci (forse dodici) rappresentanti delle forze dell'ordine per tre manifestanti: un record.
Dopo aver esaminato attentamente il contenuto dei fogli da noi distribuiti, consultandosi ripetutamente tra loro, ed aver avuto la cocente delusione che non eravamo imputabili di calunnia o diffamazione essendo quello un documento pubblico giudiziario, ci hanno intimato di cessare quella che era una "manifestazione non autorizzata", sequestrandoci (anzi, "acquisendoci") i cinque cartelli su cui avevamo riportato passi salienti della sentenza.
Dopodiché siamo stati portati in commissariato e denunciati per violazione dell'articolo 18 del codice penale (per cui sono previsti fino ad un massimo di sei mesi di reclusione, che contiamo di evitare sulla base del comma che rende non punibile chi non oppone resistenza o comunque per archiviazione del caso - giacché per noi nemmeno ci sarebbe l'indulto).
Firmare il verbale sotto la voce "L'INDAGATO/A" è stata per noi l'ennesima dimostrazione delle insanabili storture dello Stivale: un mafioso repubblicofago viene eletto Senatore a Vita ed invitato a pubblici eventi in luoghi deputati all'istruzione, all'educazione ed alla formazione, mentre chi contesta la mafia viene arrestato poiché l'esercizio di un suo sacrosanto diritto non è consentito senza il beneplacito delle autorità.
Dunque indagati per antimafia e per abuso di libertà d'espressione, a quanto pare ed andando a stringere.
Rimane un dubbio: in una città con un così alto tasso di criminalità impunita, uomini, tempo e mezzi per un volantinaggio contro un potente corrotto si trovano sempre.
postato da: prescrittoavita alle ore 21:16 | link | commenti (3)
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venerdì, 24 novembre 2006

Pediniamo il Mafioso

Lunedì 27 novembre il Disonorevole Prescritto a Vita Giulio Andreotti presenterà un libro nella sala convegni dell'Università Lumsa di Roma (qui i dettagli).

Si tratta dell'ennesima conferenza a cui il Senatore (sic!) prende parte dopo la sentenza che ne certifica i rapporti con Cosa Nostra fino al 1980, scandalosamente oscurata dai media ufficiali.

Risulta pertanto quantomai urgente lanciare una campagna di “pubblico pedinamento” contro un mafioso sostenuto da un'intera classe politica ed appoggiato da buona parte dell'opinione pubblica, colpevolmente disinformata dall'alto.

Occorre ricordare sempre ed in ogni occasione i suoi rapporti con la criminalità organizzata ed è opportuno cominciare da un incontro in un Ateneo poiché è inoltre assurdo che ad Andreotti sia concesso di parlare in luoghi - siano essi pubblici o privati - deputati all'educazione, all'istruzione, alla formazione di una coscienza civile.

Per questo motivo si è costituito un gruppo di persone - raccolte in questo spazio web che nasce come strumento informativo e quartier generale virtuale - pronte a manifestare il proprio dissenso ogni volta in cui Giulio Andreotti sarà invitato ad un pubblico evento.

Lunedì 27 novembre alle ore 10.30 in Via di Porta Castello 44 a Roma siete dunque tutti invitati a partecipare al sit-in di protesta - primo atto dell'iniziativa "Pediniamo il Mafioso" - contro Giulio Andreotti e contro il mendace apparato informativo nazionale.

Contro la politica sanguinaria e collusa con le mafie noi saremo armati solo di cartelli su cui campeggerà la verità ignominiosamente sottaciuta da televisioni e giornali.

Cercheremo di distribuire il maggior numero di copie della sentenza di prescrizione a carico di Giulio Andreotti: faremo cioè il lavoro che sarebbe spettato ai mass-media controllati e conniventi.


Fuori i corrotti dalle istituzioni!


Contro le mafie, contro l'informazione corrotta, contro la politica interpretata non già come organizzazione della polis, bensì, oscenamente, come conservazione del potere.


postato da: prescrittoavita alle ore 15:38 | link | commenti (1)
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